Riflessioni di Sviatoslav Richter su JS Bach

Riflessioni di Sviatoslav Richter su JS Bach

« ... a Tbilissi [nel 1943 ] mi dedicai allo studio del Secondo Libro del Clavicembalo ben Temperato di Bach. Lo imparai a memoria in un mese, e ne suonai immediatamente otto "Preludi e Fughe", dapprima per degli studenti, poi in pubblico, prima di eseguirlo integralmente a Mosca l’anno seguente.

... Bach era eseguito molto poco dai pianisti in Unione Sovietica. Il Clavicembalo ben Temperato non compariva mai nei concerti; solo le trascrizioni da composizioni organistiche di Liszt o Busoni sembravano aver diritto di cittadinanza, mentre i 48 "Preludi e Fughe" erano considerati adatti solo come brani d’esame al Conservatorio.  [p. 77]

1973
Nel 1943, a Tbilissi, ho imparato e suonato per la prima volta il "Secondo Libro" del Clavicembalo ben Temperato di Bach. Fu un’avventura sportiva e temeraria, ma... ne venni fuori ...
Ho dapprima eseguito il Clavicembalo ben Temperato per degli allievi, prima di suonarlo in concerto (insieme all’Appassionata, che suonavo anch’essa per la prima volta).
Questo costituisce il vero debutto della mia « carriera », e non i concerti a New York, come si crede nel mondo   [p. 231]

Non sono un fanatico delle integrali ... Per esempio, non suono tutti gli Studi di Chopin ...
La sola eccezione, è l’integrale del Clavicembalo ben Temperato che, mi sembra, dovrebbe essere un obbligo per tutti i pianisti...
All'inizio, non l’amavo tanto, e mi decidetti a impararlo senza dubbio a causa di quella specie di deferenza che mio padre mi aveva trasmesso nei confronti di ogni musica.
Ma una volta che mi ci fui immerso, lo capii e l’amai appassionatamente.
Dal 1945, imparai anche il Primo Libro. Suonai [i due Libri] un po’ dappertutto, e così spesso che mi scrissero: « Quando cesserai di infliggerci la musica di Bach ? ». ...
Così a Tbilissi suonai per la prima volta l’Appassionata. La sua reputazione è di essere difficile e virtuosistica; ma in confronto con il Clavicembalo ben Temperato, essa mi apparve quasi facile. [p. 82]

[ascolto di un disco con due "Arie" in Do maggiore dalla Cantata BWV 51 ]
Geniale leggerezza di questa musica che sembra così evidente che si crederebbe composta senza la minima premeditazione...
Essa entra nelle nostre orecchie, e ne esce altrettanto in fretta. Come l’aria, il cielo, il calore: sono cose a cui non pensiamo nemmeno. È questo senza dubbio il sommo della perfezione.
Le Cantate di Bach: si possono ascoltare in qualsiasi momento, e occorrerebbe averle sentite tutte. Esse ci conducono a uno stato di pienezza e di armonia, di disciplina interiore. Che tristezza che sia praticamente impossibile, vista la loro quantità, conoscerle tutte ! [p. 200]

Non sarebbe forse male studiare di nuovo un po’ questo compositore [Bach]. Dopo tutto, è lui « l’inizio e la fine » di ogni musica (detto fra noi, non sono del tutto d’accordo con « la fine » ).

La Suite Inglese in Sol minore [la terza] è di una armonia e di una bellezza insuperabili  [p. 215]

1974
[ascolto di un disco con i Concerti Brandeburghesi e ]
Due capolavori assoluti della musica (soprattutto il Primo). Incanto e giubilo !!
Davanti all’arte della musica e davanti a Johann Sebastian Bach non c’è che da mettersi in ginocchio  [p. 240]

1976
Mi sono organizzato sei giorni di festa con Bach... di colpo, il mio umore è migliorato. [p. 265]

1976
Disco con i Concerti in Fa e in Sol minore
Si può ascoltare questa musica ogni giorno. Ma sarebbero allora forse dei giorni troppo ricchi e di lusso... e senza dubbio non meritati

1976
Johannes-Passion, Karl Richter
Impossibile decidere quale è la migliore fra Johannes e Matthäus
Mi sembra che la Johannes, meno massiccia, si ascolti più facilmente
...
Le persone oggi provano un grande entusiasmo riguardo a questa musica e la portano alle stelle. Essa è senza dubbio molto necessaria a loro come contrasto con la misera realtà  [p. 266]

1978
Disco con Suites per orchestra 2, 3, 4; 1° Brandeburghese
Un’orgia di meraviglie
Non c’è nulla da scrivere su queste opere, perché è impossibile con delle parole rendere la minima idea della loro bellezza e della loro totale perfezione...
L’orchestra “Bach” sotto la direzione di [Karl] Richter ha suonato bene... ma è possibile suonare ancora meglio, e ancora meglio... e ancora, e ancora
Qui, non ci sono più limiti [p. 286]

1981
Suites per violoncello : Natalia Gutman
Natasha suona Bach con gli occhi chiusi, annullando totalmente se stessa, e il suo viso ispirato è di una suprema bellezza interiore. Ella penetra l’essenza stessa della musica [p. 314] »






[Dai “Taccuini” nel libro di Bruno Monsaingeon Richter – Écrits, conversations   edizioni Van de Velde / Arte éditions / Actes Sud  1998, 469 pagine ]

Nei Taccuini, Richter annotava le sue considerazioni su concerti, registrazioni, musica e musicisti.