« Mi chiudo per quindici giorni e suono Bach »

« Mi chiudo per quindici giorni e suono Bach »
Per tutta la vita, Fryderyk Chopin venerò Bach.
L'influenza di Johann Sebastian Bach fu profonda in Fryderyk, che sentiva evidentemente un'affinità spirituale con il grande compositore. 

« È all'esempio di Bach che si deve far risalire la continua ricerca della perfezione formale, l'equilibrio, l'ordine, la simmetria delle parti, nelle quali ogni singolo elemento rientra nell'unità dell'insieme. Ma anche una severa disciplina nel lavoro di composizione, che portava alla cura minuziosa di ogni più piccolo particolare, mai ritenuto insignificante, e una attenta, vigile coscienza, sempre presente a se stessa, anche nei momenti più torbidi, più passionali, più drammatici.
Anche la libertà di essere audace in armonia, il cromatismo, e perfino la predilezione per le figurazioni usate non come elemento accessorio, o di collegamento, ma come base della concezione melodica e armonica insieme, può essere ricondotta all'influenza bachiana.

Chopin conosceva bene molte opere di Bach e una sua allieva... raccontò... di averlo sentito suonare una mattina quattordici Preludi e Fughe del Clavicembalo a memoria. Alla sua meraviglia per questa impresa, per allora davvero eccezionale, Chopin rispose: « Ciò non si dimentica mai ».

A chi gli domandò come si preparasse ai suoi concerti, in cui suonava solo musica sua, Chopin rispose: « Mi chiudo per quindici giorni e suono Bach; non suono mai le mie composizioni ». 

« Bach figurava sempre nelle opere che faceva studiare ai suoi allievi... [e a una sua allieva che] gli chiese che cosa avrebbe dovuto studiare per non perdere i frutti del suo insegnamento, Chopin rispose: « Suonate sempre Bach, sarà il vostro modo migliore per progredire ». 

[Gastone Belotti Chopin edizioni EDT, p. 69]