Bach riunisce in sé molti Orfei e venti Arioni
Relazione di Johann Matthias Gesner su J.S. Bach quale direttore di musica ed esecutore al clavicembalo e all’organo, Göttingen 1738
Johann Mathias Gesner, rettore della Thomasschule di Lipsia dal 1730, accettò nel 1734 un incarico all’Università di Göttingen come filologo classico.
Gesner (nel commentare un passo della sua edizione delle Institutiones Oratoriae di Marco Fabio Quintiliano - pubblicata nel 1738 - in cui per dire che l’uomo possiede la capacità di valutare e operare cose contemporaneamente, si porta a esempio il suonatore di cetra che tocca le corde, canta e batte il tempo con il piede) esprimendosi in latino osserva :
« Tutte queste cose, o Fabio, riterresti da nulla se tu, richiamato dagli Inferi, potessi vedere quel Bach che cito per essere stato non molto tempo fa mio collega in San Tommaso a Lipsia; come egli con entrambe le mani e tutte le dita tratti tanto il nostro clavicembalo, che già da solo è come un insieme di molte lire, quanto lo strumento degli strumenti, le cui canne di numero infinito sono alimentate dai mantici;
come egli su questo strumento da un lato con entrambe le mani scorra sui tasti, dall’altro muova velocissimo i piedi producendo moltitudini di suoni del tutto differenti eppure in assoluta armonia fra loro come schiere in marcia;
se tu lo vedessi, ti dico, quando, in una esecuzione che molti dei vostri citaredi e un gran numero di flautisti non riuscirebbero a eguagliare, non solo canta a gran voce una melodia, come il citaredo, ed esegue la propria parte, ma contemporaneamente fa attenzione a tutte le altre e, dei trenta o quaranta musicisti, questo guida con un cenno del capo, l’altro battendo il piede, il terzo richiama al ritmo e al tempo con un dito minaccioso, a uno dà la nota acuta, a un altro quella grave e al terzo la nota mediana;
egli è uomo tanto unico che in mezzo al massimo fragore delle armonie, benché egli stesso debba sostenere la parte più difficile, si accorge immediatamente se e in che punto qualcosa non funziona; tutto riesce a tenere in ordine e dappertutto viene in aiuto e se in qualche punto la musica vacilla riesce subito a ridare sicurezza;
sente il tempo in tutte le membra e valuta con orecchio acuto ogni armonia e riesce a produrre tutte le voci con la propria limitata gola.
Solitamente fautore dell’antichità, tuttavia ritengo che solo il mio Bach, o chi eventualmente gli somigli, riunisca in sé molti Orfei e venti Arioni ».

